Il tesoro di Moggio

Articolo tratto dalla rivista Segno nr. 7/8 di luglio/agosto 2011

di Barbara Garavaglia

Biblioteca di MoggioLa parrocchia di un paesino arrampicato sulle montagne lombarde custodisce una invidiabile biblioteca - aperta al pubblico - realizzata negli anni con pazienza e tenacia. Don Agostino Briccola mostra a Segno gli scaffali con 76mila volumi moderni e oltre 7mila libri antichi.
La sorpresa che non ti aspetti, è fatta di carta di parole. Libri, a centinaia, di svariate epoche e su differenti soggetti, si assiepano sugli scaffali della biblioteca di Moggio, un piccolo paese in Valsassina, diocesi di Milano, provincia di Lecco.
Attorniato dalle montagne, un grumo di antiche case circondato da costruzione edificate a partire dagli anni Sessanta del Novecento per rispondere alle esigenze dei vacanzieri che cercano in valle quel contatto con la natura tanto difficile da intessere in città, Moggio possiede un vero tesoro, che contempla 76mila volumi moderni - che costituiscono la "dote" dell'associazione biblioteca San Francesco - e oltre settemila libri antichi.
A tutto questo, si aggiunge l'archivio parrocchiale, recentemente ordinato dagli esperti della curia ambrosiana, con documenti che partono dal XVI secolo, e un museo con oggetti di uso comune e preziosi paramenti antichi, in fase di allestimento.
Nelle mani di don Agostino Briccola - 75 anni, parroco di Moggio dal 1975 al 2010, oggi residente con incarichi pastorali - capitò, nel 1990, un fascicoletto a stampa con un timbro: Biblioteca popolare di Moggio. La pubblicazione era del 1864. "Da quel ritrovamento - racconta don Agostino - scaturì l'idea di realizzare una biblioteca".
Il vigoroso sacerdote recuperò, tra i parrocchiani, gli ormai consunti libri della primitiva biblioteca, poi scrisse alle centocinquanta case editrici italiane per avere in dono dei volumi. "Risposero - rammenta - 106 editori che ci inviarono scatoloni di libri in regalo".
Da allora la biblioteca si è arricchita, fornendo un servizio agli abitanti e ai numerosissimi villeggianti che raggiungono Moggio nei mesi estivi. "La biblioteca - spiega il sacerdote - è aperta tutti i giorni dell'anno, grazie ad un volontario. Registriamo all'incirca mille presenze presenti al mese, soprattutto in estate".
In un antico edificio del centro valsassinese, si aprono le porte della biblioteca. Lo sguardo spazia sulle prealpi; la tranquillità del luogo non può non invitare a ritagliare uno spazio per leggere. "Abbiamo una sezione dedicata a libri religiosi, di filosofia, di storia moderna, che conta 16 mila volumi".
Don Agostino estrae dagli scaffali diverse traduzioni della Bibbia, dal cinese al russo, dal rancese all'inglese. Ci sono poi vere e proprie "chicche", come alcuni libri in tedesco provenienti dalla ex Repubblica Democratica (Ddr). Gli utenti possono poi fermarsi in una sala e guardare documentari o film a tema religioso: infatti don don Agostino BriccolaAgostino ha catalogato oltre 3500 titoli.
L'attivo sacerdote apre poi le porte di quella che si può considerare la vera e propria biblioteca, con volumi di arte religiosa, arte, filosofia, geografia, narrativa, anche per ragazzi, e giallistica.
Molti i volumi su San Francesco, Dante, Alessandro Manzoni. "Sono libri regalati, acquistati, donati da altre biblioteche - racconta - I volumi che ci accorgiamo essere doppi, li inviamo a chi ne ha bisogno. Recentemente abbiamo spedito alcuni scatoloni a un convento di suore in centro Italia, per arricchire la loro biblioteca". E' quindi un "fiume" di parole che si ingrossa e scorre.
Prossimamente i volumi a carattere religioso entreranno nel circuito delle Biblioteche della provincia di Lecco: "Ci siamo accorti infatti che le biblioteche non hanno a disposizione un gran numero di libri di questo genere".
Già, perché il "sacro fuoco" che ha contagiato don Agostino, facendolo diventare un bibliofilo, non è fine a se stesso: "Lo scopo di tutto questo? Divulgativo".
E conservativo: perché il sacerdote ha anche un altro scrigno da mostrare: quello della raccolta di libri antichi, di Cinque (una settantina), Sei (circa ottanta), Sette (duemila) o Ottocento (cinquemila), a cui si aggiungono due incunaboli.
Tutti i libri sono stati catalogati. "Provengono dal mercato antiquario, da enti religiosi... Abbiamo libri a carattere religioso, di filosofia, di scienze, di medicina. Possediamo anche una antica enciclopedia a stampa del settecento".
Le ante degli armadi si aprono e le narici sono invase del caratteristico profumo della carta segnata dal tempo. In buon stato di conservazione, il visitatore sfoglia volumi in latino, con belle tavole, enciclopedie che raccolgono nozioni che forse oggi fanno sorridere... Nella preziosa biblioteca son conservati anche tutti i numeri di Civiltà cattolica, a partire dal primo. Inoltre, don Agostino mostra l’archivio parrocchiale dalla fondazione avvenuta nel 1568, ordinato recentemente. "Anche grazie ai registri dei battesimi è stato possibile ricostruire la storia delle famiglie del paese".
Un paese che non vuole dimenticare il proprio passato. Don Agostino tiene tra le mani le chiavi dell'ultima nata: la "Casa museo", che sarà inaugurata la prossima estate. Nelle sale, con accuratezza, sono ricostruiti gli ambienti di lavoro e di vita domestica dei valligiani. Troveranno posto anche foto d'epoca e gli antichi paramenti liturgici.
Don Agostino, nato nella pianura lombarda, percorre le stradicciole di questo paese di montagna con passo deciso e attende i ragazzi e gli adulti che con la bella stagione sceglieranno la  Valsassina per trascorrere la vacanza. I corridoi ora silenziosi della biblioteca "San Francesco" si animeranno e i prestiti di libri subiranno un'impennata. Intanto, il fiume di parole continua a scorrere: "Dobbiamo ancora sistemare questi cinque scatoloni". Chissà quali "chicche" si aggiungeranno.