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S. Francesco d'Assisi - Patrono d'Italia - 4 ottobre

Assisi, ca. 1182 - 1226, fondatore dell'ordine dei frati minori (francescani)

 

Bonaventura Berlinghieri (ca. 1210 - 1274) - S. Francesco e storie della sua vita - Firenze - Museo di Santa CroceFrancesco nacque ad Assisi nel 1181 o, secondo altri, nel 1182 da un ricco merante di stoffe, Pietro di Bernardo o Bernardone, e da una donna d'origine forse francosettentrionale o provenzale, Pica. All'atto del battesimo gli venne imposto il nome di Giovanni: ma fu probabilmente fin dalla sua primissima infanzia che il padre, il qualesi recava spesso in Francia per i suoi affari, preferì chiamarlo con il nome, allora inconsueto di Francesco.

Poco sappiamo della sua infanzia. Il parroco della chiesa di San Giorgio gli insegnò forse i primi rudimenti di scrittura e di latino; fu probabilmente dalla madre che apprese qualcosa di francosettentrionale (lingua d'oil) e di provenzale (lingua d'oc). E' probabile che il padre abbia cominciato presto a protarlo con sè in qualche viaggio d'affari, fino in Francia. Egli visse dunque giovanissimo, alla fine del XII secolo, le passioni del suo tempo: l'aspirazione alla crociata (Gerusalemme era caduta in mani musulmane nel 1187, e di un'impresa di riconquista si parlava continuamente), le tensioni politiche e sociali della sua Assisi, attraversata dalle lotte tra gli aristocratici, che controllavano il comune, e gli appartenenti ai ceti imprenditoriali e commerciali che aspiravano a condividere il governo cittadino, infine il fasino per i costumi cavallereschi.

Combattè con l'esercito assisano contro la vicina Perugia, fu fatto prigioniero e riscattato. Aspirando a conseguire la cintura di cavaliere, fu anche in procinto di seguire un aristocratico del luogo in un'impresa crociata. Il giovane non doveva comunque, fin da quei suoi primi anni, essere insensibile al richiamo della fede: sappiamo di un pellegrinaggio a Roma, e di gesti di generosità nei confronti dei mendicanti che lo avevano accompagnato.

Nel biennio 1204-1205 si situa il momento della sua repentina, decisiva crisi spirituale, inaugurata forse da una malattia che lo aveva costretto a interrompere, appena giunto a Spoleto, il suo viaggio in cerca di gloria cavalleresca. La sua conversio viene collegata di solito all'esperienza della malattia e della convalescenza e segnata da un misterioso episodio: la sua visita ad una chiesetta in rovina appena fuori Assisi, San Damiano e una visione, durante la quale il crocefisso di quella chiesa gli aveva parlato. Dopo di allora, egli si dette intensamente ad una vita di povertà e di carità, servendo i lebbrosi e restaurando i sacri edifici in rovina.

Il padre di Francesco, che sul figlio aveva investito gran parte delle sue speranze, e ne aveva forse anche sostenuto il costosto genere di vita, non apprezzò affato la sua conversione e si rivolse all'autorità dell'ordinario episcopale assisano, il vescovo Guido, affinchè i sogni mistici del giovane fossero autorevolmente ridotti alla realtà, e questi prendesse di nuovo coscienza dei suoi doveri filiali e dei compiti familiari e professionali che lo attendevano. Sembra che, al contrario, il prelato fosse colpito dalla sincerità e dalla serietà dei propositi di Francesco e o prendesse sotto la protezione della Chiesa: ciò appare simboleggiato dall'episodio durante il quale Francesco rinunzia all'eredità paterna spogliandosi pubblicamente nudo dinnanzi al vescovo, al padre e ai concittadini, ed il vescovo ne copre con il suo mantello la nudità (un gesto che va interpretato non semplicisticamente come di difesa del pudore, bensì di rivendicazione giurisdizionale).

S. Francesco d'Assisi ritratto in un affresco del XIII secolo al monastero del Sacro Speco di Subianco nel LazioDa allora cominciò il cammino di Francesco sulla via della sequela Christi. Si dedicò alla cura dei poveri e dei lebbrosi, soggiornando prima nei boschi del Monte Subasio, poi più a valle nei pressi della cappella di Santa Maria degli Angeli detta "la Porziuncola". Fu li, che nel 1208, probabilmente il 24 febbraio, durante la messa sentì il bisogno di uscire definitivamente dal "mondo" e (secondo il testo del Vangelo di Matteo) di privarsi di tutto per fare del bene dovunque fosse possibile.

Rientrato ad Assisi, iniziò la sua predicazione raccogliendo attorno a sè uan dozzina di seguaci, nella maggior parte suoi vecchi compagni di giochi e di feste: divennero i primi membri d'una libera fraternitas di laici votati alla povertà, alla vita comune e alla carità. Nel 1210 il sodalizio venne riconosciuto e legittimato a viva voce da papa Innocenzo III, probabilmente anche grazie alla mediazione di Giovanni Colonna, cardinale di San Paolo, a cui Francesco era stato raccomandato dal vescovo di Assisi.

Nel 1212 si avviò anche un ramo femminile di esso, con Chiara di Offreduzzio e alcune sue congiunte, che sia avviarono ad un'esperienza di clausura, mentre Francesco, dopo aver intensamente predicato in varie regioni della penisola italica, affrontò anche l'esperienza del pellegrinaggio a Santiago di Compostela e verso la Terrasanta.

S. Francesco abbraccia il lupo - Bronzetto di un artista contemporaneoOnofrio III, successore di papa Innocenzo III, fu molto importante per il consolidamento della fraternitas e la sua trasformazione in vero e proprio Ordine mendicante, prima espressione del quale fu il celebre capitolo generale tenutosi in Assisi nella Pentecoste del 1217. Da allora i membri dell'Ordine si sparsero in tutta Europa e in Terrasanta. Celebrato il secondo capitolo generale dell'Ordine nel maggio del 1219, Francesco si imbarcò con una dozzina di compagni, tra i quali Pietro Cattani e Illuminato da Rieti, verso l'Egitto, giungendo all'accampamento crociato. Aveva evidentemente agli assunto la croce (ma in quanto diacono non portava naturalmente le armi; nè potè visitare Gerusalemme, poichè l'ordinanza pontificia proibiva ai crisitani di frequentare le parted infidelium in tempi di crociata) e desiderava predicare a quanti avevano risposto in armi all'appello della Chiesa, quanto incontrare i musulmani e testimoniare loro la sua Fede nel Cristo. E' molto probabile che egli abbia incontrato, in tale circostanza, il sultano Malik al-Kamil. Tale incontro aprì la grande stagione della vocazione missionaria francescana.

Rientrò in Italia nel 1220. La sua sua salute era intanto molto peggiorata, e forse durante il soggiorno sul delta egiziano aveva contratto una forma di tracoma che lo condusse ad una cecità quasi totale. Subito dovette affrontre le difficoltà derivanti dal successo stesso dell sua fraternitas che stava subendo sollecitazioni d'ogni tipo, tese sia ad addolcirne sia a renderne più severa la Regola, specie riguardo al concetto di povertà assoluta, che includeva il rifiuto non solo di qualunque tipo di prorietà bensì, in modo più profonto, quello dell'esercizio di qualunque forma di potere, compreso il sapere, avvertito esso stesso, come una forma di potenza e ricchezza.

Segno del Tau tracciato sul muro da S. Francesco che prediligeva questo antico simbolo della salvezza, tanto da usarlo abitualmente nella apertura e chiusura delle lettereApprofittando della sua assenza, molti confratelli avevano cercato in vario modo di "correggere" la vocazione dell'Ordine; ed alcune di queste tendenze erano state apoggiate dalla Santa Sede e dal cardinale Ugolino di Ostia che fungeva da tramite tra essa ed il fondatore. Si procedette dunque alla necessaria definizione della Regola di quello che ormai era l'Ordine mendicanti dei frati Minori. Importante per questo fu il cosidetto "capitolo delle Stuoie" della Pentecoste del 1221. Alla presenza di oltre cinquemila frati, provenienti da tutte le parti della cristianità, Francesco ribadì con energia la specificità della sua proposta cristiana, diversa da quella di qualunque altro Ordine, e non in concorrenza con alcuno di essi, ma anche irriducibile a qualunque altro.

Jav van Eyck (1390 - 1441): Le stimmate di S. Francesco - Torino: Gelleria SabaudaTuttavia le tendenze alla clericalizzazione, all'inserimento nel mondo universitario ed in generale all'omologazione dei francescani agli altri Ordini (ed a quello stesso domenicano, che stava allora ricevendo la sua configurazione definitiva), erano largamente presenti nell'Ordine e sostenute sia dal cardinale Ugolino, sia dal collaboratore più energico e intelligente di Francesco, frate Elia da Cortona (o, secondo più recenti interpretazioni, da Assisi).

La regola, dalla laboriosa gestazione, conobbe uno primo testo del 1221 (Regula non bullata, cioè non legittimata da un documento ufficiale pontificio) ed un secondo del 1223, che, rispetto al primo, ne modificava alquanto il rigore. Si andarono intanto precisando il ruolo sia del Secondo Ordine francescano, quello delle Povere Dame (le clarisse), sia del Terzo Ordine dedicato ai laici. Il passaggio salla prima alla seconda Regola non fu per nulla facile. I vertici della Chiesa stimavano la regola del 1221 - che difatti non ricevette legittimazione gerarchica formale, troppo dura e confusa, inadatta alla vita dell'Ordine che si era andato sviluppando molto adilà di qualunque previsione. Francesco di ritirò in meditazione nell'eremo di Fonte Colombo vicino Rieti e, alla fine, emise una nuova redaziuone del documento. In questa seconda forma la Regola venne approvatada Onofrio III con la bolla Solet annuere del 29 novembre 1223, ed è difatti conosciuta come Regula bullata.

I tre anni che vanno dal ritorno di Francesco dall'Egitto alla legittimazione della Regola dovettero essere tra i più amari e difficili. Ormai quarantenne (età relativamente avanzata in quel tempo), provato dalle privazioni e dalle malattie, era costretto a confrontarsi con la realtà della volontà della Chiesa di piegare l'Ordine alle necessità del momento, prima tra tutte il rafforzametno dela disciplina ecclesiale, la lotta entiereticale e la necessità di gestire il nuovo fenomeno socio-culturale degli Studia universitari. Egli si rese conto che il primato della sequela Christi caratterizzato, nella sua interpretazione, dalla povertà assoluta e dalla rinunzia a qualunque tipo di potere ("seguire nudi il Cristo nudo") era in pericolo. D'altra parte, il suo stesso fermo principio della "Santa Obbedienza" gli impediva di resistere a una tendenza legittimata dal pontefice.

S. Francesco a Greccio presenzia alla sacra rappresentazione del Natale che è all'origine del presepeNon gli restava pertanto che il ritarsi dalla guida attiva dell'Ordine. Nel 1223 si ritirò nel piccolo centro umbro di Greccio, dove aveva celebrato il Natale con una specie di sacra rappresentazione che ha dato origine alla tradizione del Presepio. Nel 1224 passò un lungo periodo di degenza nella sua diletta San Damiano, e lì compose il "Cantico delle Creature". Nel settembre dello stesso anno si ritirò sul monte della Verna, fra Toscana e Romagna per una quaresima dedicata all'Arcangelo Michele, e li nel giorno dell'Esaltazione della Santa Croce, il 14 settembre, ricevette le stigmate.

Nell'aprile del 1226 si trasferì a Cortona, nel convento delle Cele, dove, secondo la tradizione, redasse il documento fondamentale e definitivo della sua esperienza, il Testamento, nel quale raccomandava con energia che la regola del 1223 fosse seguita costantemente ed alla lettera: sine glossa, senza nessuna forma di commento che in qualche modo la mutasse.

Convento e Basilica di S. Francesco d'AssisiMorì al tramonto del 3 ottobre 1226 salutato dal volo e dal canto delle allodole, gli uccelli del mattino.

Canonizzato quasi immediatamente, nel 1228, le sue spoglie riposano in un grande santuario che Elia ed Ugolino vollero elevare in onore di chi, in vita, non aveva tollerato nemmeno il possesso di una modesta dimora. Lo si onora come alter Christus, un secondo Cristo.

Patronato: Italia, Umbria, commercianti, tapezzieri, ecologisti, animali.
Etimologia: Francesco = libero, dall'antico tedesco.
Emblema: Lupo, Uccelli, stigmate, cingolo a tre nodi.

Quattro episodi della vita di San Francesco negli affreschi di Giotto (1266-1336) ad Assisi: rinuncia agli averi; omaggio di un "semplice"; visione nella chiesa di San Damiano; conferma della Regola.

 

Rinucia agli averi
Rinuncia agli averi
Omaggio di un
Omaggio di un "semplice"
Visione nella Chiesa di S. Damiano
Visione nella Chiesa di S. Damiano
Conferma della Regola
Conferma della Regola

 

 

 

 

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